Qualche tempo fa in rete è cominciata una rovente polemica sui picture books. Tutto è iniziato da un articolo del New York Times che ha scatenato numerosissime reazioni un po' ovunque. Il titolo certamente è provocatorio: Picture books no longer a staple for children. Interessanti i commenti degli utenti che si sono scagliati contro il giornale (leggete qui se avete un po' di tempo a disposizione), ma anche gli articoli di risposta usciti su altre testate, blog eccetera.
Tra gli altri, The Huffington Post ha risposto così. Risulta però più interessante, per alcuni spunti di riflessione che propone, l'articolo del 19 ottobre intitolato Don't judge a book by its cover.
Segnalo in particolare un paio di frasi che meriterebbero un approfondimento:
"Unfortunately, The New York Times' story wasn't exactly what we had envisioned, as it centered on the loss of retail sales of picture books. In a down economy, that's not surprising. What was surprising is that the decline in sales isn't because children are no longer drawn to colorfully illustrated tomes; rather because parents are no longer recognizing the value picture books have in catalyzing their children's literacy skills development."
Tutta colpa dei genitori, dunque?
valentina
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