Grazie ai vivi racconti di Cinzia Ruggieri http://cinziaruggieri.blogspot.it/ e alla preziosa collaborazione di Isabella Costerman http://isabellacosterman.ultra-book.com/, provo a restituirvi qualche riflessione sugli albi didattici sull'arte. Un incontro troppo ricco per non averne traccia!
I libri didattici sull'arte sono veramente utili?
Generalmente i libri su questo argomento si concentrano più sulla storia dell'arte che sull'esperienza del fare arte.
In Italia questa tradizione esperienziale e di sensibilizzazione estetica e creativa è poco diffusa a tutti i livelli della formazione, sia a scuola sia nei musei (basta dare un'occhiata alle attività della Tate http://www.tate.org.uk/learn e del museo d'arte moderna di Stoccolma http://www.modernamuseet.se/sv/Stockholm/Familj/ per cogliere immediatamente la differenza!).
Fra gli anni settanta e gli anni novanta sono uscite molte pubblicazioni che si sono poste questo problema per cambiare l'approccio dei bambini all'arte, tra le quali conservano grande interesse: l'enciclopedia dei bambini di Pinin Carpi, le collane dirette da Bruno Munari edite da Zanichelli (Quaderni di design, Disegnare colorare costruire, Giocare con l'arte), le monografie del Centre Pompidou "L'art en jeu" http://www.centrepompidou.fr/Pompidou/Edition.nsf/ListeLivres?ReadForm&sessionM=&L=1&RestrictToCategory=jeunesse, la rivista Dada ripubblicata da Artebambini http://www.rivistadada.it/, la serie di Merlion Arts Library (http://www.goodreads.com/series/56615-merlion-arts-library) ripubblicata in parte dalla Stoppani, i dodici album da colorare di Maggioni, Queirolo e Lazzarato.










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