La creazione della carta da risguardi è opera degli artisti e stampatori del Settecento, vede il suo periodo aureo nel periodo dell’Art Nouveau (...). La sua nascita è da attribuire al desiderio di creare un passaggio dall’esterno all’interno, in questo caso dalla copertina al testo. Il libro ne veniva esteticamente valorizzato, innalzato; si trattava di un’innovazione che acquistò un notevole significato per la qualificazione editoriale del libro. Per Walter Crane la carta da risguardi deve essere considerata come una corte, o anche un giardino o un tratto di terreno erboso davanti all’ingresso. Non si vuole che vi si indugi a lungo, ma vi dovremo cogliere qualche accenno o incoraggiamento per procedere a entrare nel libro. (...) Se è il caso di essere festosi e prodighi, se il libro è destinato all’ondata natalizia o ai bambini, possiamo catturarvi un’idea fugace come una farfalla in volo.
L’artista e il grafico che lavorano alla decorazione della carta da risguardi non potevano dimenticare il rapporto che il disegno eseguito sulle due facciate comprese tra la copertina e il frontespizio doveva avere con il testo del libro. La carta da risguardi doveva suggerire con delicatezza il contenuto e il carattere del libro, quindi essere semplicemente un accenno al contenuto del volume, senza anticiparlo, per trasmettere, con il suo fascino estetico, l’atmosfera che proviene dalla scrittura e dall’illustrazione vera e propria.
Si potrebbe definire come tappezzeria del libro, mi piace però pensarla come una grande e calda coperta arabescata, un oggetto transizionale, un talismano, in grado di avvicinarci all’interpretazione, ma anche, sembrano suggerirci gli arabeschi della nostra coperta, un monito che ci proviene da Henry James che con il suo celebre racconto La figura nel tappeto ci mette in guardia dall’accanimento nei confronti del testo al fine di carpirne il segreto e di porre il suo autore al termine del mistero. Naturalmente il racconto si conclude con il fallimento dell’impresa; la figura, la cifra intessuta finemente tra le cifre di un tappeto persiano, non è un bene di consumo, ma una ricompensa che richiede adesione completa, un dono di tutta una persona. (...) siamo sulla soglia, è nostra intenzione leggere il testo e le sue illustrazioni senza violentarlo, convinti di stare costruendo qualcosa di diverso, un testo nostro, il testo della nostra vita qui e ora.
Da Respirando carta da risguardi. Lettori e illustratori in fabula, di Mirca Casella, in Infanzia e racconto. Il libro, le figure, la voce, lo sguardo (a cura di Emy Beseghi), Bononia University Press, Bologna 2008
Piera
L’artista e il grafico che lavorano alla decorazione della carta da risguardi non potevano dimenticare il rapporto che il disegno eseguito sulle due facciate comprese tra la copertina e il frontespizio doveva avere con il testo del libro. La carta da risguardi doveva suggerire con delicatezza il contenuto e il carattere del libro, quindi essere semplicemente un accenno al contenuto del volume, senza anticiparlo, per trasmettere, con il suo fascino estetico, l’atmosfera che proviene dalla scrittura e dall’illustrazione vera e propria.
Si potrebbe definire come tappezzeria del libro, mi piace però pensarla come una grande e calda coperta arabescata, un oggetto transizionale, un talismano, in grado di avvicinarci all’interpretazione, ma anche, sembrano suggerirci gli arabeschi della nostra coperta, un monito che ci proviene da Henry James che con il suo celebre racconto La figura nel tappeto ci mette in guardia dall’accanimento nei confronti del testo al fine di carpirne il segreto e di porre il suo autore al termine del mistero. Naturalmente il racconto si conclude con il fallimento dell’impresa; la figura, la cifra intessuta finemente tra le cifre di un tappeto persiano, non è un bene di consumo, ma una ricompensa che richiede adesione completa, un dono di tutta una persona. (...) siamo sulla soglia, è nostra intenzione leggere il testo e le sue illustrazioni senza violentarlo, convinti di stare costruendo qualcosa di diverso, un testo nostro, il testo della nostra vita qui e ora.
Da Respirando carta da risguardi. Lettori e illustratori in fabula, di Mirca Casella, in Infanzia e racconto. Il libro, le figure, la voce, lo sguardo (a cura di Emy Beseghi), Bononia University Press, Bologna 2008
Piera
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