venerdì 10 maggio 2013

Emanuele Luzzati

28 Gennaio 2013

Nella città ancora semi coperta dalla neve, Babar si incontra nello studio di Francesca Zoboli per parlare del lavoro di uno degli illustratori italiani più affermati: Emanuele Luzzati.
Tra montagne di libri, a introdurre il vasto argomento e a tirare le fila dell'incontro è Loredana.

 

Emanuele Luzzati (Genova, 1921-2007) ha spaziato in numerosi campi artistici; è stato scenografo, costumista, illustratore, autore di cinema d'animazione e di manifesti pubblicitari, scrittore, ceramista e decoratore.

 


Costretto a fuggire a Losanna nel 1938 in seguito alle leggi razziali (episodio commentato con inguaribile ottimismo: "in fondo a 17/18 anni non si vede l'ora di andarsene di casa"), si iscrive, studia e si diploma a l'École des Beaux-Arts Appliquées.
 

 
La sua intensa attività di scenografo teatrale (500 scenografie in tutta Europa) vede nascere importanti sodalizi.
Collabora con Aldo Trionfo alla nascita del caffè-teatro genovese "La Borsa di Arlecchino" e nel 1975, con Tonino Conte, fonda il Teatro della Tosse; con il regista Franco Enriquez e gli attori Valeria Moriconi e Glauco Mauri fonda "La Compagnia dei Quattro"; e lavora frequentemente con l'attore Paolo Poli.



Luzzati ama particolarmente il teatro recitato e d'opera (Rossini e Mozart sono tra i suoi autori preferiti) e questa passione contamina altri campi d'azione come ben dimostrano i cortometraggi animati realizzati in collaborazione con Giulio Gianini.
 
 

 
 


In questi lavori l'artista mostra la sua "poetica dello scarto", una tecnica che riutilizza materiali poveri come ritagli di antiche stampe, carte marmorizzate, cartoni legnetti e stoffe.
Una cifra inconfondibile che si riscontra anche nella sua lunga attività di illustratore (per infanzia e non solo).
 
 

 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 



Dal 1962 inizia a lavorare per albi illustrati (I Paladini di Francia e Gazza ladra, Mursia); dal 1968 collabora con Emme Edizioni (Alì Babà, Tarantella di PulcinellaTre fratelliQuaranta ladroni, Cinque storie di maghi e burloni e altri). Pubblica anche con l'editore Einaudi e Italo Calvino, e con Editori Riuniti, Quadragono, Nuages.
In campo editoriale riveste, talvolta, anche il ruolo dello scrittore.

La creatività di Luzzati si è estesa anche ad altri campi, portandolo a lavorare anche come ceramista presso la fornace di Albissola.
Emanuele Luzzati si è sempre definito "artigiano", mentre di lui Munari disse: "ha conservato l'infanzia dentro di sé per tutta la vita".

 
 
 
 
Affascinati dalla varietà delle opere, dall'entusiasmo creativo di Luzzati e dalla quantità (e qualità) dei libri circolati, alcuni di noi sono rimasti in estatico silenzio ad ascoltare e osservare, qualcuno ha preso spunti interessanti, qualcuno si è impegnato a cercare possibili influenze romaniche nel lavoro dell'artista.
C'è stato chi ha espresso una sottile indifferenza verso la sua produzione, chiedendosi cosa ne pensino i bambini di oggi; e chi ha espresso invece il suo amore per l'opera variegata e gioiosa (e forse ancora attuale) di Emanuele Luzzati.
 
 

 
  

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